Artemis Fowl
Artemis Fowl
2020
Disney+
Paese
Usa
Generi
Fantascienza, Avventura, Fantasy
Durata
135 min.
Formato
Colore
Regista
Kenneth Branagh
Attori
Ferdia Shaw
Colin Farrell
Nonso Anozie
Josh Gad
Judi Dench
Hong Chau
Lara McDonnell
Artemis Fowl Jr. (Ferdia Shaw) è un ragazzo prodigio, geniale inventore di soli dodici anni, la cui vita è stravolta quando scopre che il padre (Colin Farrell), appassionato di fiabe, è accusato di numerosi furti e potrebbe essere morto in un incidente. Subito però riceve una telefonata dal sequestratore del padre: una fata che vuole un leggendario oggetto in cambio del rilascio dell'uomo. Artemis sviluppa così un piano per manipolare le creature del folklore e arrivare a ottenere l'oggetto in questione. Tra le fate spiccano Holly Short (Lara McDonnell), giovane poliziotta abituata a difficili missioni - come per esempio la cattura di un Troll durante un matrimonio in Italia - e il nano gigante Mulch Diggums (Josh Bad), criminale impenitente.

Trasposizione cinematografica della saga letteraria di Eoin Colfer, Artemis Fowl di Kenneth Branagh è l’adattamento, estremamente libero (per usare un eufemismo), dei primi due romanzi del ciclo dello scrittore irlandese, ma anche un raro pastrocchio senza alcuna freccia al suo arco. La dimensione mitologica legata all’Irlanda e alle sue creature, presente nel testo in chiave misteriosa, dialettica e addirittura cifrata, si riduce nel film a un coacervo fastidioso di inerte tappezzeria in CGI, peraltro particolarmente scadente, fuori tempo massimo e invecchiata nella forma e nel contenuto: un limite non da poco, per il primo blockbuster distribuito sulla piattaforma in streaming Disney+ (originariamente concepito per la sala), totalmente privo di un’anima specifica e intento quasi esclusivamente a saccheggiare malamente altri prodotti di richiamo fantasy o sci-fi, da Avatar (2009) al ciclo de Le cronache di Narnia, passando ovviamente per Percy Jackson – alla cui rozzezza mitologica è strettamente assimilabile – e per Harry Potter, rispetto al quale Artemis Fowl fu vissuto come strettamente analogo già in sede di genesi letteraria (il primo romanzo fu pubblicato nel 2001, quattro anni dopo la prima edizione de La pietra filosofale). Un film che ha visto la luce tardi e male, con dalla sua voragini di senso e di ritmo allarmanti e perfino sconfortanti, di fatto il nadir del modello di cinema ad alto budget per bambini e ragazzi, nella forma più sciatta e pressappochista che si possa immaginare e con un peccato fondamentale a marchiarlo a fuoco: aver totalmente eliminato la dimensione predatoria e thriller della fiaba di Colfer, forte di un approccio alla tecnologia e alle interconnessioni personali che già vent’anni fa suonava particolarmente sinistro nel rivolgersi a un pubblico young adult solleticandone i sogni criminosi. Impalpabile come non mai il protagonista, che rispetto alla pagina scritta perde ogni tirante psicologico e appare capitato in scena per caso proprio come la veterana Judi Dench, impegnata (si fa per dire) a timbrare il cartellino in un piccolo ruolo.
Maximal Interjector
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