L'armata a cavallo
Csillagosok, katonák
1967
Paesi
Ungheria, Urss
Generi
Storico, Guerra, Drammatico
Durata
90 min.
Formato
Bianco e Nero
Regista
Miklós Jancsó
Attori
József Madaras
Tibor Molnár
András Kozák
Jácint Juhász
Anatoli Yabbarov
Sergey Nikonenko
Mikhail Kozakov
Tatyana Konyukhova
Krystyna Mikolajewska
Cronache di guerra e di morte nell'Ungheria travolta dalla scontro tra bolscevichi e truppe zariste: un gruppo dei primi cerca di fuggire alla morte e alla persecuzione. Sontuoso trattato sulla tragicità della guerra, è la seconda parte di una trilogia che Miklós Jancsó ha dedicato alla storia ungherese. Stilisticamente e visivamente è molto simile al precedente I disperati di Sandor (1966), con cui ha in comune l'utilizzo del Cinemascope e la stessa concezione dei mezzi con cui la settima arte può inseguire un più vasto senso storico e umano: ritroviamo i lunghi, geometrici e continui piani-sequenza e l'utilizzo della profondità di campo e di piani lunghissimi. Ritroviamo anche un intreccio ridotto al minimo, che preferisce puntare sulla complessità del fatto storico rappresentato, piuttosto che seguire le vicende di singoli personaggi. Il susseguirsi delle immagini è quasi impercettibile e dà un senso di continuità che rende le due parti, in un certo senso, imbrigliate nello stesso destino di tragedia e violenza, come in una coazione a ripetere che non fa differenze di schieramento. A rendere più inquietante e implacabile il tutto, la geometria del paesaggio (i ricorrenti filari d'alberi) e l'utilizzo del fuoricampo interno all'inquadratura, che nasconde molti atti violenti (l'uccisione di un bolscevico in fuga tra i canneti), aumentandone la tragicità. Bellissimo il primo piano con sguardo in camera del sopravvissuto che chiude il film, simbolo di come non esistano vinti e vincitori, né per quanto riguarda i singoli, né per quanto riguarda gli schieramenti. Tratto dall'omonimo romanzo di Isaak Babel'.
Maximal Interjector
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