Una separazione
Jodaeiye Nader az Simin
2011
Paese
Iran
Genere
Drammatico
Durata
123 min.
Formato
Colore
Regista
Asghar Farhadi
Attori
Peyman Moaadi
Leila Hatami
Sareh Bayat
Shahab Hosseini
Sarina Farhadi
Cronaca della separazione tra Simin (Leila Hatami) e Nader (Peyman Moaadi), sposati da quattordici anni e genitori dell'undicenne Termeh (Sarina Farhadi). Lei vuole andarsene dall'Iran, lui rifiuta di partire per non lasciare il padre malato (Ali-Asghar Shahbazi). Nader assume come badante Razieh (Sareh Bayat), che però lo accusa di averle causato un aborto spontaneo. Dopo le buone impressioni ottenute con About Elly (2009), il talento dell'iraniano Asghar Farhadi emerge definitivamente con questo film che ne ha segnato la consacrazione internazionale. Spaccato straordinariamente realista dell'Iran contemporaneo, è un gioco al massacro imbastito intorno a due conflitti: quello tra i due coniugi protagonisti e il confronto-scontro tra le coppie Simin-Nader (colti, benestanti, moderni) e Razieh-Hojjat (poveri, emarginati, tradizionalisti). Sotto la superficie del dramma intimista ribolle così una lucida analisi sociale della repubblica islamica; eppure, al tempo stesso, le emozioni e gli stati d'animo dei personaggi – cui Farhadi non fa sconti, mostrandone tutti i difetti e le umane fragilità – sono talmente universali che l'identificazione scatta immediata a ogni latitudine. La scrittura è serrata e costruita con eccezionale efficacia, mentre gli attori recitano in stato di grazia: i gesti d'amore, le parole dure, le lacrime di Termeh (la giovanissima Sarina Farhadi è figlia del regista) entrano indelebili nel cuore dello spettatore. Tra le tante sequenze da ricordare, svetta un finale semplicemente meraviglioso. Il film è stato sommerso da un'infinità di premi: tra questi, l'Orso d'oro come miglior film al festival di Berlino, l'Orso d'argento al cast femminile (e il premio della giuria ecumenica) nella stessa kermesse, l'Oscar e il Golden Globe come miglior film straniero.
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