Tutto tutto niente niente
2012
Paese
Italia
Genere
Commedia
Durata
96 min.
Formato
Colore
Regista
Giulio Manfredonia
Attori
Antonio Albanese
Fabrizio Bentivoglio
Loredana Indovina
Lunetta Salvino
Luigi Maria Burruano
Paolo Villaggio
Il losco calabrese Cetto La Qualunque, lo pseudo-predicatore pugliese Frengo Stoppato e il secessionista veneto Rodolfo Favaretto (tutti e tre interpretati da Antonio Albanese) si ritrovano parlamentari, dopo essere entrati nelle grazie del misterioso Sottosegretario (Fabrizio Bentivoglio). Dopo il successo di Qualunquemente (2011), Giulio Manfredonia torna a dirigere Antonio Albanese che, questa volta, unisce altre due sue creature al personaggio di successo di Cetto La Qualunque, creando un intreccio discontinuo e arrabattato. La comicità di Albanese è apprezzabile e, a tratti, la critica sociale dell'Italietta delle mediocrità e della corruzione funziona, ma l'insieme è troppo ambizioso e frammentario, con sprazzi di surrealismo e grottesco (il personaggio di Bentivoglio, alcune sequenze oniriche) poco riusciti. Il personaggio più rappresentativo e meno macchiettistisco, Favaretto (un Salvini ante litteram), è anche purtroppo quello che ha meno spazio, mentre La Qualunque, ossessionato dalle sue turbe sessuali, dopo un po' stanca con i suoi tormentoni. Frengo è una maschera che tira qualche stoccatina alla Chiesa, ma il tutto è troppo soft e poco caustico per graffiare davvero. Uno spento Paolo Villaggio è il Presidente del Consiglio. Nell'insieme, noiosetto.
Maximal Interjector