Monsieur Aznavour
Monsieur Aznavour
Durata
133
Formato
Regista
Vita e opere di Charles Aznavour (Tahar Rahim): nato nel 1924 a Parigi da genitori armeni, gli esordi nei locali di cabaret durante l’occupazione nazista, l’incontro decisivo con Edith Piaf, che lo prende sotto la propria ala protettrice, e la scelta, a un certo punto, di staccarsene per inseguire un successo individuale in cui pochi credevano. Un successo che lo porterà invece a vendere oltre 300 milioni di dischi e a registrare più di 1200 canzoni in molte lingue diverse, diventando, lui, figlio di immigrati, uno dei simboli della cultura popolare francese nel mondo.
Quando il genere biopic incontra cantanti molto noti, l’aspetto musicale risulta spesso più interessante di quello cinematografico, Monsieur Aznavour non fa eccezione: il film riesce a raccontare la carriera di un’icona della canzone con rispetto e attenzione, ma lo sviluppo del personaggio rimane piuttosto piatto e scolastico. Non aiuta una ricostruzione d’epoca (trucco, costumi, scenografie) che ricorda più una fiction televisiva che un vero film d’autore. Generosa l’interpretazione di Tahar Rahim che, a eccezione dell'incipit quando il protagonista è ancora un bambino, è presente in quasi tutte le sequenze delle oltre due ore del film: l’attore si cimenta con alcune performance musicali dal vivo (anche se in molti casi vengono utilizzate le registrazioni originali), ma più che confrontarsi con un timbro vocale inimitabile, Rahim cerca di restituire la presenza scenica ed emotiva di Aznavour, con risultati non sempre convincenti. In definitiva, questo film è un tributo onesto e sincero a una figura profondamente radicata nella cultura popolare francese, ma certamente non un’opera particolarmente memorabile o innovativa dal punto di vista cinematografico.