L'altra Heimat – Cronaca di un sogno
Die Andere Heimat – Chronik einer Sehnsucht
2013
Paesi
Germania, Francia
Generi
Storico, Drammatico
Durata
231 min.
Formato
Bianco e Nero
Regista
Edgar Reitz
Attori
Jan Dieter Schneider
Antonia Bill
Maximilian Scheidt
Marita Breuer
Rüdiger Kriese
Philine Lembeck
Mélanie Fouché
Eva Zeidler
Reinhard Paulus
Barbara Philipp
Christoph Luser
Rainer Kühn
Andreas Külzer
Julia Prochnow
Martin Haberscheidt
Germania, 1843. Il racconto della dominazione francese e della grande emigrazione in Brasile visti attraverso gli occhi del giovane e schivo Jacob Simon (Jan Dieter Schneider), figlio dei fabbri di Shabbach, che si rifugia nei libri sognando il nuovo mondo. Ma il ritorno dalla leva del fratello maggiore cambierà i suoi programmi. Condensato in un unico episodio per il cinema di 4 ore circa, L'altra Heimat – Cronaca di un sogno può essere considerato il prequel di tutta la saga ideata e diretta da Edgar Reitz, tornando essa indietro nel tempo e raccontando la seconda metà dell'Ottocento tedesco con gli occhi della famiglia Simon e degli abitanti del piccolo villaggio, inventato, dell'Hunsrück. Se le premesse del film sono le stesse delle precedenti parti, con questo capitolo Reitz affina ulteriormente la sua tecnica narrativa e cinematografica (si noti l'uso del colore, utilizzato solo per piccoli e decisivi dettagli all'interno dell'immagine in bianco e nero che domina il film) per esplorare la sehnsucht romantica, il desiderio malinconico del desiderio stesso: quel sentimento, non unicamente traducibile nella nostra lingua, che si pone a metà tra la nostalgia e la pulsione verso il futuro, ma anche, per dirla con Heidegger, come «il dolore per la vicinanza del lontano». Reitz si muove tra l'estremo particolare di Jacob – ragazzo romantico e sognatore, che legge il nuovo mondo sui libri, idealizzandolo per sfuggire a un presente di fango, sofferenza e morte – e l'estremo storico di un popolo prigioniero che anela la libertà ed emigra dal suolo natio. L'altra patria non è che una proiezione di quella di origine in un altro spazio-tempo, come dimostra lo straniante e commovente episodio della lettura della prima lettera dal Brasile che racconta il presente a un anno e mezzo di distanza, a causa dei ritardi di consegna. Un piacere per gli occhi e per il cuore, è l'ennesimo grande film di un autore che, nonostante abbia passato la soglia degli ottant'anni, non smette di sperimentare attraverso una narrazione impeccabile e appassionata, ove anche il singolo avvenimento trova uno spiraglio poetico che l'immagine, raffinata e armonica, rafforza e sostiene. Uno splendido intreccio tra tenera soggettività dei personaggi e spietata oggettività della Storia. Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia.
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