Bestiaire
Bestiaire
2012
Paesi
Canada, Francia
Genere
Documentario
Durata
72 min.
Formato
Colore
Regista
Denis Côté
Il passare delle giornate e il cambio delle stagioni nello zoo di Montreal, dove convivono animali di ogni specie e... esseri umani. Con quest’opera a metà strada tra il documentario e lo sperimentalismo, il regista canadese Denis Côté accentua il suo astrattismo di fondo, in qualche modo presente anche nei precedenti lavori di finzione, realizzando un'opera straniante e affascinante, nonostante non manchino momenti di (troppo) evidente compiacimento. È un film concettuale nell’essenza, ma che appare scorrevole, capace di trasmettere sia lirismo malinconico (i campi lunghissimi del finale) che vaghi sorrisi; la cinepresa rimane totalmente immobile e la colonna sonora è composta dai suoni e rumori diegetici, in modo da esaltare le espressioni, i comportamenti e i movimenti degli animali (e dei pochi umani che compaiono). Non per questo, però, Bestiaire è stilisticamente anonimo: sono infatti estremamente studiati gli spazi e le geometrie dell’inquadratura, in modo da trasformare i protagonisti a quattro o due zampe in soggetti di un quadro (incorniciati tra gli stipiti della porta, o con elementi che “tagliano” parte del volto). Diviso in tre parti: la prima è dedicata agli animali nella loro “intimità” e libertà, la seconda è un breve intermezzo con un imbalsamatore all’opera e la terza coglie momenti dello zoo pieno di visitatori. Selezionato in concorso al Sundance Film Festival e nella sezione Forum della Berlinale.
Maximal Interjector
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