Sibyl
Sibyl
2019
Paese
Francia
Generi
Commedia, Drammatico
Durata
100 min.
Formato
Colore
Regista
Justine Triet
Attori
Virginie Efira
Adèle Exarchopoulos
Gaspard Ulliel
Sandra Hüller
Niels Schneider
Sibyl (Virginie Efira) è una psicologa che all'improvviso decide di abbandonare la professione di analista e lasciare i pazienti che segue da molti anni per dedicarsi a tempo pieno alla sua passione di sempre, la scrittura; continua però ad incontrare Margot (Adèle Exarchopoulos), una giovane attrice invischiata in un triangolo amoroso durante le riprese di un film, che deve prendere con urgenza una decisione dolorosa; contravvenendo ad ogni regola deontologica Sibyl registra e trascrive le sedute con lei e ne fa l'eroina del proprio romanzo; la situazione degenera quando tutti (psicologa compresa) si spostano per le riprese sull'isola di Stromboli.

Il terzo lungometraggio di finzione di Justine Triet inizia in maniera intrigante: una confezione sofisticata ci porta a scoprire la protagonista; come nei film precedenti si tratta di una giovane donna dalla personalità complessa e sfaccettata che cerca faticosamente di conciliare vita professionale e familiare. Il rapporto morboso di ascolto, attrazione e soggezione tra analista e paziente prende ben presto il sopravvento: Margot non può fare a meno di Sibyl che a sua volta è affascinata dall'attrice fino all'ossessione, mentre dal passato di Sibyl affiorano confusamente traumi, dipendenze, ricordi e desideri repressi. Tutto sfugge di mano però nella seconda parte quando ci troviamo sull'isola di Stromboli dove si era svolta nel 1949 un'epica "guerra dei vulcani" tra Anna Magnani, Ingrid Bergman e Roberto Rossellini,  il film forse vuole rendere omaggio a questi avvenimenti (e magari anche alle splendide riprese girate sull'isola di Capri da Jean-Luc Godard, ne il Disprezzo) ma ciò che vediamo risulta grottesco e grossolano: metacinema, metaletteratura, psicoanalisi e melodramma si mischiano malamente sul set di un film (volutamente?) brutto dove tre donne belle ed affascinanti si lasciano sedurre da un uomo mediocre e pessimo attore. Particolarmente imbarazzanti le varie esecuzioni in un italiano stentato di Un giorno come un altro, canzone di Nino Ferrer interpretata anche da Mina. Nel complesso un'occasione mancata date le tante suggestioni iniziali; presentato in concorso al Festival di Cannes 2019.
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