Chicago, anni Venti. Roxie Hart (Renée Zellweger), giovane donna che sogna lo show business, tradisce il marito (John C. Reilly) con un bellimbusto (Dominic West) che la inganna e che lei uccide. In carcere troverà una talentuosa e celebre showgirl (Catherine Zeta-Jones), anche lei accusata di omicidio, con la quale dovrà dividere i preziosi servigi del petulante avvocato Billy Flynn (Richard Gere).

Riuscito e divertente adattamento cinematografico del musical di Broadway ideato da Bob Fosse e Fred Ebb con musiche di John Kander, a sua volta ispirato a una pièce del 1927 di Maurine Dallas Watkins (da cui furono tratti due film, Chicago nel 1927 e Roxie Hart – condannatemi se vi riesce, con Ginger Rogers, nel 1942). Esordio folgorante per Rob Marshall, coreografo di Broadway assolutamente debitore della lezione dello stesso Bob Fosse. Il suo Chicago, infatti, è un deformato lampo corvino di forza impressionante, una farsa e una satira di notevole spessore, un carrozzone musicale pieno di sequenze a effetto: la danza delle assassine, il circo dei giornalisti-burattini, l'assolo di uno strepitoso John C. Reilly, marito tradito e pagliaccio invisibile e non ascoltato. Scarnificato, ossuto e inafferrabile, Chicago ripropone in maniera più asciutta il dogma ipercolorato – ma solitario – del cinema di Fosse, riportando in auge il genere musicale a un anno di distanza dal Moulin Rouge! di Baz Luhrmann. Marshall vince la sua scommessa, affidando la sua città di delinquenti canterini a un cast di prim'ordine: Renée Zellweger è perfetta nei panni della maliziosa, insopportabile e improvvida ninfetta Roxie Hart, attraverso la quale vivono i momenti musicali dell'intero film; Richard Gere le fa eco rivelandosi abile ballerino di tip-tap e gigione impareggiabile e di talento; la talentuosissima Queen Latifah, la secondina Miss Morton, è matrona, eppure mai materna né tantomeno morbida. I riflettori, tuttavia, sono tutti per Catherine Zeta-Jones: nei panni della showgirl assassina Velma Kelly, che balla sulle calde note di And all that jazz, l'attrice gallese dimostra di essere un'ottima interprete e una cantante e ballerina di eccellente abilità (frutto degli anni passati a fare gavetta nei teatri di Londra), premiata con un Oscar come miglior attrice non protagonista. Chicago ha vinto altre cinque statuette: al miglior film, al bel montaggio di Martin Walsh, ai costumi di Colleen Attwood, alle scenografie e al sonoro. Oltre 170 milioni di dollari incassati nel solo mercato nordamericano.
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