Broken Flowers
Broken Flowers
2005
Paesi
Usa, Francia
Generi
Commedia, Drammatico
Durata
106 min.
Formato
Colore
Regista
Jim Jarmusch
Attori
Bill Murray
Jeffrey Wright
Sharon Stone
Frances Conroy
Jessica Lange
Julie Delpy
Alexis Dziena
Chloë Sevigny
Tilda Swinton
Don Johnston (Bill Murray) è un ex donnaiolo impenitente al quale riaffiora, all'improvviso, la voglia di riannodare i fili della propria esistenza un po' allo sbando. Quando riceve una misteriosa lettera che lo informa di essere padre, si mette sulle tracce delle sue vecchie amanti per saperne di più.

Dopo Ghost Dog – Il codice del samurai (1999), Jim Jarmusch torna, con Broken Flowers, a raccontare uno spaccato di vita di un altro uomo solitario, ma dal noir sofisticato passa a un road movie esistenziale sul vuoto pneumatico di un personaggio che sembra aver smarrito l'entusiasmo dei suoi anni migliori e che ci appare, nella sua disarmante semplicità e nel suo ostinato male di vivere, un uomo incredibilmente normale. Broken Flowers è l'ennesimo saggio registico di Jim Jarmusch (dopo film come Dead Man del 1995, o il già citato Ghost Dog) che in questo caso ci dimostra cosa voglia dire far dialogare la malinconia, e come instaurare un equilibrio eccellente tra la tristezza del protagonista e i luoghi che attraversa, in un film realizzato con la totale assenza di scene madri. Ma non c'è, nella pellicola, una sequenza in più del dovuto o una sola nota stonata, tutto è al posto giusto e ogni tassello, anche il più minuscolo o apparentemente irrilevante, contribuisce a delineare il puzzle irrisolto di una vita cui non resta nulla se non un buffo e goffo sconforto. Bill Murray è a dir poco geniale nella sua recitazione fatta di espressioni smozzicate e smorfie laconiche, e la sua interpretazione, collocata a una ridottissima distanza temporale da Lost in translation – L'amore tradotto (2003) di Sofia Coppola, lo conferma il miglior attore possibile per catturare il candido abbattimento di un personaggio del quale il mondo sembra essersi dimenticato. Colonna sonora strepitosa all'insegna della commistione dei generi (dal jazz al reggae passando per il rock e la musica classica) e Gran Premio della Giuria a Cannes 2005.
Maximal Interjector
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