Jeanne Dielman, 23 Quai du Commerce, 1080 Bruxelles
Jeanne Dielman, 23 Quai du Commerce, 1080 Bruxelles
1975
Paesi
Belgio, Francia
Genere
Drammatico
Durata
201 min.
Formato
Colore
Regista
Chantal Akerman
Attori
Delphine Seyrig
Jan Decorte
Henri Storck
Jacques Doniol-Valcroze
Tre giorni nella vita di Jeanne Dielman (Delphine Seyrig), una casalinga che vive con il figlio, fa le faccende di casa e si prostituisce, ricevendo gli uomini nella sua abitazione. Manifesto del moderno cinema femminista, Jeanne Dielman, 23 Quai du commerce, 1080 Bruxelles (il titolo si rifà al nome e all'indirizzo della protagonista) è l'opera più importante firmata in carriera da Chantal Akerman, regista che ha sempre fatto del minimalismo la sua cifra stilistica. Attraverso una serie di lunghi piani-sequenza, la cinepresa registra ogni attività della protagonista: il taglio delle patate, il lavaggio dei piatti, i saluti a un cliente. La concentrazione è tutta sui tempi morti, e su quelle azioni quotidiane apparentemente inutili nello svolgimento della storia, ma capaci di registrare la realtà per quella che è, senza tagli o ellissi di alcun tipo: viene in mente il pensiero di Cesare Zavattini, sceneggiatore (Ladri di biciclette del 1948) e regista che, diversi anni prima, teorizzava un cinema pensato per pedinare il reale. Influenzata anche da Andy Warhol e dal cinema sperimentale, Akerman dipinge una routine apparentemente eterna, che finirà per interrompersi quando la protagonista, senza cambi di espressione e con la stessa naturalezza di sempre, pugnala a morte un cliente. L'ambiente domestico, così, si trasforma in uno spazio angosciante, dove le frustrazioni aumentano a dismisura fino a esplodere violentemente. Lunghissima ed estenuante nei suoi (non) ritmi compassati, è una pellicola, a suo modo, decisiva, politica e di grande spessore sociale: femminismo, disincanto, noia e violenza sono gli ingredienti principali di un film che non si dimentica. Quasi mai, in precedenza, si era visto sul grande schermo un ritratto così potente di una donna oppressa tra le mura della propria casa.
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