La Dea Fortuna
2019
Paese
Italia
Genere
Drammatico
Durata
114 min.
Formato
Colore
Regista
Ferzan Özpetek
Attori
Stefano Accorsi
Edoardo Leo
Jasmine Trinca
Serra Yilmaz
Barbara Alberti
Sara Ciocca
Pia Lanciotti
Edoardo Brandi
Cristina Bugatty
Filippo Nigro
Arturo (Stefano Accorsi) e Alessandro (Edoardo Leo) sono una coppia da più di quindici anni. Nonostante la passione e l’amore si siano trasformati in un affetto importante, la loro relazione è in crisi da tempo. L’improvviso arrivo nelle loro vite di due bambini lasciati in custodia per qualche giorno da Annamaria (Jasmine Trinca), la migliore amica di Alessandro, potrebbe però dare un’insperata svolta alla loro routine.

Dopo le deludenti incursioni molto connotate sul piano geografico di Rosso Istanbul (2017) e Napoli velata (2018), Ferzan Ozpetek torna a raccontare una storia più ordinaria e conforme alle atmosfere del suo cinema passato. Un amore omosessuale, nella fattispecie, in cui la coppia gay protagonista è alle prese con una relazione ormai prossima al crepuscolo e invischiata nella nebbia della disillusione e nello spegnimento della passione e della complicità. I momenti di stanca della sceneggiatura, scritta dal regista insieme a Silvia Ranfagni e allo storico sodale Gianni Romoli (anche autore del soggetto con Ozpetek e produttore insieme a Tilde Corsi), non si contano e l’autore di Saturno contro (2007) si fa prendere spesso la mano con le sue consuete derive a metà tra il kitsch e il ridicolo involontario. Nonostante questo, la sincerità di fondo dell’operazione è tuttavia purissima e il tasso di spudoratezza romantica ha il passo giusto per emozionare e avvincere in più di un’occasione, con in più qualche spunto autenticamente almodovariano negli ambienti e nel décor delle scenografie. Volenterosi e azzeccati anche Stefano Accorsi ed Edoardo Leo nei panni di due personaggi molto diversi (aspirante professore universitario e traduttore fallito il primo, idraulico schietto e popolaresco il secondo), che sono innegabilmente ben diretti ma mettono anche molto del loro, in termini di adesione e impegno recitativo, nel tratteggiare Arturo e Alessandro donando loro un coacervo non banale di sfumature e ansie, irresolutezze e fragilità. Più sacrificato e maneggiato per mere funzionalità narrative, invece, il personaggio della Trinca, innestato all’interno di una storia che parla soprattutto di invecchiamento inesorabile e scoperta, tardiva ma non per questo non salvifica, della genitorialità e della necessaria maturità a essa legata. Girato tra Roma e la Sicilia, tra Villa Valguarnera, Bagheria e la zona della Vergine Maria a Palermo (ma molto spazio è assegnato anche alle sequenze a bordo del traghetto che collega Messina e Reggio Calabria sullo Stretto), La Dea Fortuna, il cui titolo è un riferimento al Santuario della Fortuna Primigenia a Palestrina dove lavora Annamaria, può vantare in colonna sonora il toccante brano inedito Luna diamante, interpretato da Mina e scritto e composto da Ivano Fossati, oltre che inserito nell’album Mina Fossati pubblicato circa un mese prima rispetto all’uscita della pellicola. Sui titoli di coda fa capolino la canzone Che vita meravigliosa di Diodato, dalle atmosfere musicali e vocali deliberatamente e inequivocabilmente alla Ozpetek, suggeritagli dallo stesso Accorsi. Nel cast anche la scrittrice Barbera Alberti in un sorprendente ruolo di nonna demoniaca, l’attrice turca Serra Yilmaz, interprete feticcio di tutto il cinema di Ozpetek e la transgender Cristina Bugatty, il cui personaggio, di nome Mina, è un altro omaggio alla nota cantante italiana, amica intima del regista de Le fate ignoranti. Musiche di Pasquale Catalano.
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