Tár
Tár
2022
Paese
Usa
Genere
Drammatico
Durata
158 min.
Formato
Colore
Regista
Todd Field
Attori
Cate Blanchett
Noémie Merlant
Nina Hoss
Julian Glover
Allan Corduner
Lydia Tár (Cate Blanchett) è ampiamente considerata una delle più grandi compositrici e direttrici d’orchestra del suo tempo ed è una leggenda contemporanea delle sette note. Se la carriera è un crogiolo di encomi sfavillanti, attestati di stima e riconoscimenti di settore e non solo che si susseguono uno dopo l’altro, la sua vita privata vedrà addensarsi più di qualche nube.

A sedici anni di distanza da Little Children (2006), l’attore e regista statunitense Todd Field, anche interprete di Eyes Wide Shut (1999) di Stanley Kubrick, torna dietro la macchina da presa per dirigere un’intensa parabola femminile tutta ambientata nel mondo della musica classica e con protagonista la prima donna chiamata a dirigere un’orchestra tedesca: un personaggio immaginario presentato con tutti i crismi di una figura realmente esistente, con tanto di profili sul New Yorker e il “grande slam” dello show business EGOT (acronimo dedicato ai vincitori di tutti i premi principali dello spettacolo statunitense, Emmy, Grammy, Oscar e Tony). Mattatrice e protagonista assoluta dell’operazione è una Cate Blanchett che si fa carico del personaggio principale con un’abnegazione totale, aderendo come un guanto all’eleganza sofisticata e intransigente di una donna che ha molto lottato per vedere riconosciuti i propri meriti in un ambiente maschilista, nel quale dimostrare le proprie competenze da dottissima musicologa ha sempre avuto per lei un peso fondamentale e che, tuttavia, si ritroverà a dover affrontare i molti lati oscuri e le tante insidie che si celano nelle zone d’ombra tra pubblico e privato, esercizio della propria funzione ed etica del comportamento sul lavoro (specie in rapporto alle figure femminili che la circondano, dalla compagna all’assistente, passando per una giovane ultima arrivata nella sua orchestra che scombussolerà ogni equilibrio). Apparentemente freddo e troppo studiato a tavolino, Tár è in realtà un film sotto la cui epidermide ingrigita, altoborghese e apparentemente levigata, si agita un cuore pulsante non indifferente, all’insegna di contraddizioni morali fiammeggianti, oltre che ravvivato da una perfezione formale che va sempre di pari passo a una sostanza densa e avvolgente. In gran parte costruito attraverso lunghi dialoghi cesellati con cura e maestria e rivestiti di colti riferimenti mai banali o pedanti, quello di Field è un film dall’anima profondamente musicofila ma dal respiro universale, soprattutto per la nitidezza e l’assenza di fronzoli con cui racconta una storia di discesa agli inferi scomodando temi importanti e profondamente attuali: l’etica del lavoro e del potere, la carica accecante del desiderio come estensione  di un ego geniale e di processi creativi logoranti, le ripercussione che derivano dalla risonanza assordante di un orecchio assoluto incapace, tuttavia, di ascoltare a fondo, lontano dal podio dell’orchestra, le voci di quanti lo circondano nella vita di tutti i giorni. Ambientato appena dopo la pandemia da Covid-19, è anche un film che riflette con complessità chiaroscurale su temi attualissimi come l’appartenenza culturale alle minoranze, il movimento #MeToo, la cancel culture le macchine del fango mediatiche, incappando tuttavia in qualche linea narrativa di troppo e in più di una ridondanza, che amplificano a dismisura la narrazione non sempre legittimandone tutti i passaggi ma tenendo la direzione dell’insieme comunque salda. Cate Blanchett aggiunge alla sua formidabile galleria di personaggi un altro ruolo indimenticabile, impressionando come di consueto per carisma e magnetismo, circondata da validissime attrici del cinema europeo come la tedesca Nina Ross e la francese Noémie Merlant. Girato a Berlino e a Dresda con la Dresden Philarmonic. Presentato in Concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2022 dove Cate Blanchett ha alzato la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile.
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