Garage Demy
Jacquot de Nantes
1991
Paese
Francia
Generi
Biografico, Drammatico
Durata
118 min.
Formati
Colore, Bianco e Nero
Regista
Agnès Varda
Attori
Philippe Maron
Edouard Joubeaud
Laurent Monnier
Brigitte De Villepoix
Daniel Dublet
Jacques Demy
Nantes, fine degli anni Trenta. Il piccolo Jacquot (Phillippe Maron), durante l'occupazione nazista, sogna di fare cinema a Parigi. Il padre (Daniel Dublet) vorrebbe per lui un'altra carriera, ma Jacquot è agguerrito: riuscirà a coronare il suo sogno. Delicato omaggio di Agnès Varda alla persona – e all'opera – del marito regista Jacques Demy, che appare nel finale e che sarebbe morto poco prima della diffusione del film. Quello dell'autrice francese è realmente cinema puro: Garage Demy fa i conti con la settima arte, con la Storia, con i mutamenti fisici e sentimentali. Nasce da un sensazionale atto d'amore, e si vede: Varda non riesce a mantenere alcun distacco dalle vicende del protagonista Jacquot e lo ammette fin dalle prime inquadrature. Quella che racconta è una storia che la riguarda, un atto civile e sentimentale da cui non vuole essere separata. Un involontario film-testamento, una texture apologetica di due lirismi, quello vardiano e, inevitabilmente, quello contaminato dal musical di Demy, autore di importanti pellicole come Les parapluies de Cherbourg (1964) o Les demoiselles de Rochefort (1967). Il risultato è originale, toccante, notevolissimo.
Maximal Interjector
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