Barriera invisibile
Gentleman's Agreement
Premi Principali
Oscar alla miglior regia 1948
Golden Globe alla miglior regia 1948
Oscar al miglior film 1948
Durata
118
Formato
Regista
Il talentuoso giornalista Philip Green (Gregory Peck) è incaricato di scrivere un articolo sull'antisemitismo. Decide così di fingersi temporaneamente ebreo per vivere in prima persona le conseguenze dei pregiudizi razziali e le ipocrisie della borghesia newyorchese, con il rischio di compromettere la sua storia d'amore con Kathie (Dorothy McGuire).
È un classico del cinema progressista che rivelò apertamente come, anche all'indomani della Seconda guerra mondiale, nell'America wasp serpeggiassero silenziosamente il rifiuto e l'ostracismo nei confronti degli ebrei. Cineasta per eccellenza dedito ai temi sociali, Elia Kazan costruisce un melodramma di denuncia fondato sull'intensa recitazione dei suoi protagonisti e sulla dialettica tra i diversi punti di vista: la lotta pasionaria dell'idealista Gregory Peck, l'ottica della “vittima” John Garfield, il razzismo sottile e ottuso dei perbenisti e (elemento tra i più interessanti del film) l'atteggiamento sterile delle “brave persone” che non fanno nulla per cambiare davvero le cose. Un po' didascalico e fin troppo parlato, oggi appare un prodotto dignitoso ma semplicista. All'epoca, tuttavia, trattare certi argomenti richiedeva un atto di coraggio. L'Academy Awards apprezzò, regalando alla pellicola tre premi Oscar: miglior film, regia e attrice non protagonista a Celeste Holm. Nel ruolo del piccolo Tom troviamo Dean Stockwell, futuro grande caratterista che apparirà tra l'altro in Paris, Texas (1984) e Velluto blu (1986).
È un classico del cinema progressista che rivelò apertamente come, anche all'indomani della Seconda guerra mondiale, nell'America wasp serpeggiassero silenziosamente il rifiuto e l'ostracismo nei confronti degli ebrei. Cineasta per eccellenza dedito ai temi sociali, Elia Kazan costruisce un melodramma di denuncia fondato sull'intensa recitazione dei suoi protagonisti e sulla dialettica tra i diversi punti di vista: la lotta pasionaria dell'idealista Gregory Peck, l'ottica della “vittima” John Garfield, il razzismo sottile e ottuso dei perbenisti e (elemento tra i più interessanti del film) l'atteggiamento sterile delle “brave persone” che non fanno nulla per cambiare davvero le cose. Un po' didascalico e fin troppo parlato, oggi appare un prodotto dignitoso ma semplicista. All'epoca, tuttavia, trattare certi argomenti richiedeva un atto di coraggio. L'Academy Awards apprezzò, regalando alla pellicola tre premi Oscar: miglior film, regia e attrice non protagonista a Celeste Holm. Nel ruolo del piccolo Tom troviamo Dean Stockwell, futuro grande caratterista che apparirà tra l'altro in Paris, Texas (1984) e Velluto blu (1986).