Manhattan
Manhattan
1979
Paese
Usa
Generi
Commedia, Drammatico, Sentimentale
Durata
96 min.
Formato
Bianco e Nero
Regista
Woody Allen
Attori
Woody Allen
Diane Keaton
Mariel Hemingway
Michael Murphy
Meryl Streep
Anne Byrne Hoffman
Isaac (Woody Allen), scrittore televisivo fresco di divorzio, mentre frequenta la diciassettenne Tracy (Mariel Hemingway) si innamora dell'eccentrica Mary (Diane Keaton). Tra effusioni amorose, attriti e monologhi sul senso della vita, Isaac riuscirà a dare un senso alla propria vita sentimentale. Forse. L'opera imprescindibile di Woody Allen, probabilmente la più significativa. Atto d'amore per New York immerso in un clima nostalgico e sognante, Manhattan rappresenta una rapsodia ovattata in bianco e nero sull'impalpabile imprevedibilità delle relazioni sentimentali, coniugando adorabile ironia, rarefatto romanticismo e dissertazioni intellettuali da antologia. Attraverso le idiosincrasie, le manie e le fobie senili del protagonista, la mirabile sceneggiatura di Woody Allen e Marshall Brickman (nominata all'Oscar) riesce a restituire ai personaggi autentica vitalità, tessendo una trama squisitamente "cinematografica" che (ri)scopre il fascino cerebrale dell'eloquio colto smorzato da lampi di buffo sarcasmo, con riferimenti all'arte, alla musica e alla letteratura. Un autentico modello di scrittura, che stupisce per l'assoluta naturalezza con cui si spinge in profondità nell'analisi dei sentimenti senza un'ombra di moralismo. Armonia audiovisiva elevata a componimento poetico in immagini, in cui le carezzevoli note di George Gershwin e le luci di Gordow Willis sublimano la magia senza tempo di una città che nessuno meglio di Allen ha saputo esaltare. Diane Keaton interpreta una delle figure femminili più entusiasmanti di tutta la filmografia del regista; Mariel Hemingway, incantevole presenza ingenua e matura allo stesso tempo, si è guadagnata una meritata nomination agli Oscar come migliore attrice non protagonista. La visita al planetario, la romantica passeggiata notturna che si conclude sulla panchina ai piedi del Queensboro Bridge e il bellissimo finale sono alcuni dei momenti più significativi di un film che trasmette, in buona sostanza, la sconfinata bellezza della Settima arte. Presentato fuori concorso al 32° Festival di Cannes.
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