Porte aperte
1990
Paese
Italia
Genere
Drammatico
Durata
108 min.
Formato
Colore
Regista
Gianni Amelio
Attori
Gian Maria Volonté
Ennio Fantastichini
Renato Carpentieri
Tuccio Musumeci
Silverio Blasi
Vitalba Andrea
Giacomo Piperno
Lidia Alfonsi
Renzo Giovampietro


Nella Sicilia degli anni Trenta il giudice Vito Di Francesco (Gian Maria Volonté) si trova di fronte il caso di Tommaso Scalìa (Ennio Fantastichini) che ha ucciso l'ex datore di lavoro e l'uomo con cui questi lo aveva sostituito, prima di violentare e ammazzare anche la propria moglie. La legge fascista, l'opinione pubblica e lo stesso imputato chiedono la pena di morte; il magistrato però è contrario alle esecuzioni e chiede una perizia psichiatrica. La sua battaglia gli costerà la carriera e i suoi sforzi produrranno effetti effimeri.

Le “porte aperte” del titolo (lo stesso del racconto di Leonardo Sciascia da cui la storia è tratta) sono quelle che ogni cittadino dovrebbe avere a casa, protetto da repressione e legge del taglione. Amelio si affida agli attori (solida come sempre la performance di Volonté, eguagliata da un intenso Fantastichini) per raccontare la banalità della barbarie a cui tutti si assoggettano volentieri, vittime comprese. Con molta intelligenza, evita di contrapporre un eroe al sistema, raccontando solo di un uomo con idee e principi coerenti dentro e fuori dalla professione, ma non privo di una certa arroganza e freddezza, rendendo così il suo esempio credibile e quasi universale. E in una pellicola che, giocoforza, si svolge prevalentemente in interni, costruisce vedute quasi da pittura popolare (la tavola del pranzo di famiglia, il matrimonio in campagna) e si tiene lontano dal rischio del pittoresco e del bozzetto. Solo a tratti un po' schematica nel suo messaggio "a tesi" di fondo, è una delle prime opere che mostra il talento di Gianni Amelio.


Maximal Interjector
Browser non supportato.