Marco

Bellocchio

9 novembre 1939, Bobbio (Piacenza, Italia)
Premi Principali
Palma d'oro onoraria al Festival di Cannes 2021
Leone d’oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia 2011

Tra i nomi di spicco del panorama cinematografico italiano contemporaneo, a soli ventisei anni realizza una delle opere prime più significative di sempre, I pugni in tasca (1965). Il film, spietata radiografia della provincia e del decadentismo borghese, mette in luce la sua idea di cinema impegnato dal punto di vista politico e sociale. Negli anni Settanta, gira Sbatti il mostro in prima pagina (1972), feroce documento di un'epoca, con un grande Gian Maria Volonté, Nel nome del padre (1972), intesa allegoria post-sessantottina, e, soprattutto, Matti da slegare (1975), splendido documentario co-diretto insieme a Silvano Agosti, Stefano Rulli e Sandro Petraglia. A eccezione di Salto nel vuoto (1980), affascinante ritratto borghese in un interno, con Michel Piccoli e Anouk Aiméè (entrambi premiati a Cannes), negli anni Ottanta dà alla luce diverse opere controverse, che non vengono ben accolte né dalla critica né dal pubblico. Solo negli anni Duemila ritrova la giusta ispirazione, realizzando la sua opera più matura e affascinante, L'ora di religione (2002). Tra i film successivi, sono da segnalare Buongiorno, notte (2003), potente dramma sul rapimento di Aldo Moro, Vincere (2009) e Bella addormentata (2012).

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