La marchesa von...
La Marquise d'O...
1976
Mubi
Paesi
Francia, Rft
Generi
Drammatico, Sentimentale
Durata
102 min.
Formato
Colore
Regista
Eric Rohmer
Attori
Edith Clever
Bruno Ganz
Edda Seippel
Peter Lühr
Otto Sander
Italia settentrionale, 1799. La marchesa tedesca von O (Edith Cleve), vedova da poco e con due figli a carico, deve affrontare una gravidanza inaspettata, frutto della violenza subìta durante l'assedio russo alla piccola fortezza in cui si trova. Costretta a sopportare una condizione di profondo disagio, troverà al fin pace tra gli affronti dei famigliari, che la credono di facili costumi, e l'amore incondizionato di un conte russo (Bruno Ganz), che ha preso le sue difese sin dal principio.

Primo film in costume per Eric Rohmer che, trasponendo con assoluta fedeltà la novella omonima (1808) di Heinrich von Kleist, ha realizzato un raffinato dramma storico che mantiene inalterati i dialoghi del racconto di origine, al fine di ottenere una messa in scena più aderente possibile alle atmosfere dell'epoca. Una pellicola che, sotto la scorza di un'algida eleganza, nasconde repressione (sessuale), impossibilità di scelta, destino beffardo, l'abbandono all'incubo in un clima di ineluttabile sconfitta, militare e privata. La donna diventa una fortezza da espugnare e l'ordine precostituito dall'uomo segna una immobilità sociale (e culturale) frutto di una rigida struttura gerarchica che mina alle basi il libero arbitrio individuale. Rohmer affronta l'opera, incentrata su una (presunta) violenza sessuale, con un approccio letterario di rara pertinenza, in cui l'impeccabile fluire della parola colta (da sempre al centro della sua poetica) e il controllo assoluto dei gesti comprimono a fatica le emozioni sotterranee che dilaniano i protagonisti, i cui corpi inerti non trasmettono alcun senso di carnalità. Il grande rigore formale contribuisce a rendere l'idea di uno studio intellettuale e distaccato sugli inganni dell'amore puro, privo di passionalità. Straordinaria la composizione dell'inquadratura, con le immagini statiche che ricalcano le grandi opere della pittura romantica e neoclassica, con un esplicito omaggio a L'incubo (1781) di Füssli. Clamorosa illuminazione "naturale" del direttore della fotografia Néstor Almendros. Girato in un castello prussiano settecentesco della Franconia, nei pressi di Norimberga. Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes.
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