Questa è la mia vita
Vivre sa vie
1962
Paese
Francia
Genere
Drammatico
Durata
80 min.
Formato
Bianco e Nero
Regista
Jean-Luc Godard
Attori
Anna Karina
Sady Rebbot
André S. Labarthe
Monique Messine
Guylaine Schlumberger
Gérard Hoffman
Vita di Nanà (Anna Karina), commessa in un negozio di dischi che inizia a prostituirsi per necessità. Il suo protettore, Raoul (Sady Rebbot), è disinteressato a lei e cercherà di venderla a un collega: durante lo scambio, i due uomini litigano e sarà Nanà ad avere la peggio. Dodici quadri per raccontare uno dei personaggi più intensi della prima metà degli anni Sessanta. Diviso in vari capitoli introdotti da un breve sommario, Questa è la mia vita è un tentativo (magnificamente riuscito) di unire bellezza estetica e indagine sociologica: tutto nasce, infatti, da un'inchiesta giornalistica sulla prostituzione. Jean-Luc Godard segue il percorso della protagonista (interpretata efficacemente dalla moglie Anna Karina) come fossero tante tappe di un'esistenza in perenne divenire. Grazie anche all'utilizzo brillante dei piani-sequenza, il regista trasmette un'estrema veridicità a una vicenda che tocca svariate tematiche: dalla miseria alla passione per il cinema, fino alla filosofia. Nanà non vive semplicemente la sua vita così come capita, ma s'interroga sul senso profondo delle cose e non si accontenta mai di risposte o riflessioni di circostanza. Struggente e drammatico più di qualsiasi altro lavoro dell'autore francese, Questa è la mia vita è un film emozionante che può anche commuovere. Così come, allo stesso tempo, si commuove Nanà di fronte alla bellezza de La passione di Giovanna d'Arco (1928) di Carl Theodor Dreyer, immedesimandosi con la protagonista. La prostituta si accosta alla santa perché, come lei, sta patendo una serie d'immani sofferenze e si prepara, presto, a morire. Vincitore del Premio speciale della giuria alla Mostra di Venezia del 1962.
Maximal Interjector