Quella sporca ultima meta
The Longest Yard
Dove vederlo
Sky Cinema Due - 20/04 ore 21:15
Durata
121
Formato
Regista
Sconvolto per essersi lasciato corrompere sugli esiti di una partita, l'ex giocatore di football Paul Crewe (Burt Reynolds) va in galera a causa di un furto d'auto. Finirà nelle mire del direttore Warden Hazen (Eddie Albert), che vuole organizzare un match tra detenuti e guardie: colpi di scena in agguato.
Una commedia a sfondo sportivo diretta da Robert Aldrich e sceneggiata da Tracy Keenan Wynn (su soggetto di Albert S. Ruddy). Il tema di base non è certo particolarmente originale (caduta e rinascita di un protagonista che ritrova se stesso grazie alla condivisione e allo spirito di solidarietà), ma lo sviluppo risulta coerente (con inserti incisivi soprattutto nelle caratterizzazioni dei personaggi) e lo stile, secco e nervoso, riesce a veicolare la tensione e l'adrenalina degli scontri (metafora nemmeno troppo scoperta di un divario a livello sociale e classista) tra le due fazioni. Il regista dirige con mano sapiente, donando alla narrazione un ritmo incessante grazie a una tecnica da manuale (non a caso, il montaggio di Michael Luciano venne candidato all'Oscar); peccato che i differenti registri (i siparietti umoristici, il dramma, gli eccessi violenti che sconfinano nella brutalità) non siano sempre ben equilibrati. In ogni caso, un film godibile e trascinante, con un cast in gran forma. Il titolo italiano rimanda a Quella sporca dozzina, realizzato da Aldrich nel 1967. Musiche di Frank De Vol, fotografia di Joseph F. Biroc. Con due remake: Mean Machine (2001) di Barry Skolnick e L'altra sporca ultima meta (2005) di Peter Segal.
Una commedia a sfondo sportivo diretta da Robert Aldrich e sceneggiata da Tracy Keenan Wynn (su soggetto di Albert S. Ruddy). Il tema di base non è certo particolarmente originale (caduta e rinascita di un protagonista che ritrova se stesso grazie alla condivisione e allo spirito di solidarietà), ma lo sviluppo risulta coerente (con inserti incisivi soprattutto nelle caratterizzazioni dei personaggi) e lo stile, secco e nervoso, riesce a veicolare la tensione e l'adrenalina degli scontri (metafora nemmeno troppo scoperta di un divario a livello sociale e classista) tra le due fazioni. Il regista dirige con mano sapiente, donando alla narrazione un ritmo incessante grazie a una tecnica da manuale (non a caso, il montaggio di Michael Luciano venne candidato all'Oscar); peccato che i differenti registri (i siparietti umoristici, il dramma, gli eccessi violenti che sconfinano nella brutalità) non siano sempre ben equilibrati. In ogni caso, un film godibile e trascinante, con un cast in gran forma. Il titolo italiano rimanda a Quella sporca dozzina, realizzato da Aldrich nel 1967. Musiche di Frank De Vol, fotografia di Joseph F. Biroc. Con due remake: Mean Machine (2001) di Barry Skolnick e L'altra sporca ultima meta (2005) di Peter Segal.