Fitzcarraldo
Fitzcarraldo
1982
Paesi
Rft, Perù
Generi
Avventura, Drammatico, Grottesco
Durata
158 min.
Formato
Colore
Regista
Werner Herzog
Attori
Klaus Kinski
Claudia Cardinale
José Lewgoy
Miguel Angles Fuentes
Paul Hittscher
Huerequeque Enrique Bohoroquez
Perù, inizi del ‘900. Il visionario magnate del caucciù Brian Sweeney Fitzgerald (Klaus Kinski) vuole costruire il più grande teatro dell'opera del mondo a Iquitos, al centro dell'Amazzonia. Per far ciò, dovrà conquistare una zona della giungla inarrivabile, dove il caucciù cresce rigoglioso. Pur di riuscire nell'impresa, sarà disposto a issare una nave su un monte.

Il più noto e chiacchierato film di Werner Herzog, la cui lavorazione durò quattro anni e prosciugò le casse del regista, rappresenta probabilmente la summa di tutto il suo cinema. Fitzcarraldo, infatti, mette insieme tutte le ossessioni dell'autore tedesco, dall'atto sublime della creazione artistica all'eterna ambizione dell'uomo di piegare la natura. Nel bene e nel male, però, è un'opera che non riesce a emanciparsi del tutto dalla storia della propria lavorazione, travagliata, leggendaria e raccontata nel documentario Burden of Dreams (1982) di Les Blank e nel libro autobiografico di Werner Herzog, La conquista dell'inutile, diario compilato tra giugno 1979 e novembre 1981, pubblicato a oltre 20 anni dall'uscita del film. I momenti di sublime e nervosa poesia si sprecano, ma se si estrae il film dalla propria leggenda, rimane un kolossal sbilenco, allucinato e spesso ripiegato su se stesso: il risultato è a tratti patetico, a tratti magnetico e straordinario. Klaus Kinski, nel ruolo della sua vita, domina la scena. Musiche, come in molti film di Herzog, dei Popol Vuh, a cui si aggiungono arie di Bellini, Verdi, Strauss, Puccini, Donizetti, Meyerbeer e Massenet. Inizialmente il protagonista era interpretato da Jason Robards ed era presente un personaggio, poi eliminato dalla versione definitiva, Wilbur, spalla di Fitzcarraldo, interpretato dal leader dei Rolling Stones, Mick Jagger. Premio per la migliore regia al Festival di Cannes.
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