Risate di gioia
1960
Paese
Italia
Generi
Commedia, Drammatico
Durata
96 min.
Formato
Bianco e Nero
Regista
Mario Monicelli
Attori
Anna Magnani
Totò
Ben Gazzara
Roma, ultima notte dell'anno. La comparsa di Cinecittà Gioia (Anna Magnani), detta Tortorella, e il figurante Umberto (Totò), detto Infortunio, si trovano a passare insieme loro malgrado la serata di San Silvestro. Girovagando di festa in festa, i due dovranno fare i conti con il ladruncolo Lello (Ben Gazzara) e con una lunga serie di disavventure.

Tratto da due racconti di Alberto Moravia (Risate di gioia e Ladri in chiesa), il film è un esempio di "commedia all'italiana" capace di raccontare la povertà e il disagio in modo scanzonato e divertente. La protagonista, interpretata magistralmente da una biondissima Anna Magnani, è l'emblema di un personaggio non in grado (per colpa della società) di emergere dalla propria situazione disastrata. Il sorriso non abbandona mai lo spettatore, così come l'amarezza. Uscito lo stesso anno de La dolce vita (1960), mostra una Roma diametralmente opposta, ma non per questo meno affascinante. Mario Monicelli ha anche il merito di riunire davanti alla macchina da presa, per la prima e ultima volta, Totò e la Magnani, strepitosi mattatori capaci di coniugare ironia e malinconia, incarnando idealmente un vecchio mondo che è destinato a finire nel dimenticatoio, sopraffatto da una società dominata dall'apparenza, cinica e sostanzialmente anaffettiva (rappresentata dal disincantato e spavaldo Lello): da antologia la scena d'avanspettacolo in cui Tortorella e Infortunio cantano Geppina, vecchio pezzo interpretato dai due sui palcoscenici romani durante la guerra. Poco visto all'epoca, è diventato nel corso degli anni un piccolo grande oggetto di culto ed è stato giustamente rivalutato.
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